“Prince of Poverty” – Kristian Montgomery & The Winterkill Band (2021)

L’esplorazione della musica indipendente è infinita, soprattutto negli States. Ogni giorno scopro un nuovo artista che sta cercando di farsi largo nel mondo del music business, cercando con onestà e talento di portare alle orecchie giuste il proprio lavoro. Dietro questi artisti poi a volte ci sono storie pazzesche che sembrano un film e gli americani in questo sono imbattibili. Ecco Kristian Montgomery ha una storia cinematografica, fin da quando da giovanissimo ha cominciato a cantare nel coro della Chiesa in New England dove viveva fino ad arrivare a dei premi a Boston quando cantava in una band heavy metal. Ma non si sentiva soddisfatto e dopo aver anche fatto una gita in prigione per una rissa, essere stato in Nicaragua, tornato nella patria del padre immigrato danese e esser tornato negli Stati Uniti, Kristian ha trovato la sua dimensione proprio appena uscito di prigione sfornando il suo primo EP The Gravel Church, di cui questo Prince of Poverty è il successore. Il sound è una sorta di mix fra il country rock e l’alternative, un crossover molto energico e di carattere. 10 pezzi di rock americano che gli addetti ai lavori chiamerebbero alternative country oppure americana. L’apertura del disco è They’ll Remember My Name, un pezzo molto rock con influenze quasi grunge, un suono sporco ed energico con un cantato pieno di effetti e di eco, quasi a dargli un sapore gotico. Ci sono anche svisate country rock quasi inattese come in Working Hands, con un tappeto di banjo e tanta velocità. Un brano convincente e una voce potente, una canzone per correre a tutta velocità. C’è spazio anche per una bella ballata acustica con un forte sapore di malinconia, A Warm Grave è un brano che celebra con un velo di tristezza i bei tempi passati ma è un attimo il rallentamento delle emozioni perchè con la successiva Don’t Call Me Baby si ritorna ad un forte sapore rock con spruzzate country, energia e chitarre. Il testo sull’amore finito male per colpa delle risposte cercate nei posti sbagliati e nella droga regala un pezzo dal carattere forte e la chitarra quasi garage non fa che aumentarne l’impatto. Bellissimo il lavoro delle chitarre in I’ll Find My Way Home con un bel tappeto di tastiere a ingrassare il sound, il groove ti prende e i giri della elettrica che si sovrappone alla acustica piace ad ogni ascolto di più. Il disco si chiude con Just Driving Around un bel brano country, forse il più country dei 10, una bella cavalcata sotto il sole, degna conclusione di un bel disco divertente e ben suonato. Sicuramente dal vivo certi brani faranno ancora più presa, noi aspettiamo la prossima tappa di una bella carriera indipendente, fa il rock energico e il country, senza pensare alle classifiche ma solo a fare ciò che ti appaga l’anima.

Buon ascolto,

Trex Willer

(potete trovare la versione inglese di questo articolo nel blog a questo link : https://trexroads.altervista.org/prince-of-poverty-kristian-montgomery-&-the-winterkill-band-2021-english/ )