“Living a Nightmare” – Tanner Sparks (2020)

E’ vero il Texas è immenso, uno stato in cui convivono deserti, foreste, laghi, il mare, cowboy e petrolieri, ma soprattutto dove la musica è parte della vita di tutti. Uno stato in cui potete trovare cartelli stradali all’ingresso del territorio statele che vi avvisano che la prima città è a 40 km e quella dopo a 1350km, impensabile per noi europei, ma proprio questa enormità spiega bene quante possibilità ci siano di trovare sempre nuovi musicisti, soprattutto tenendo conto del fatto che anche piccolissime cittadine hanno dei locali dove suonare musica live, dove farsi un nome, di generare interesse solo con il passaparola. Ogni giorno potrei parlarvi di un artista texano nuovo e non basterebbero 365 giorni e non parlo di tutti ma solo di quelli che colpiscono per talento, voce e abilità liriche originali. Qui potete trovare il country classico, l’outlaw country, il blues ma anche il rock e se sapete dove cercare anche l’heavy metal o il jazz. Ci sono artisti che sono cresciuti letteralmente ascoltando musica da quando sono bimbi, in terre dure, difficili che danno pochi sogni ma quelli che ci sono sono meravigliosi. Terre dove il duro lavoro, l’amore per la patria, la famiglia e dio sono le costanti, dove le storie della vita diventano protagoniste di stupende canzoni, le canzoni di Waylon Jennings, Merle Haggard e Willie Nelson hanno accompagnato l’infanzia di  Tanner Sparks, giovanissimo ragazzo cresciuto nella parte orientale del Texas che sin da ragazzo ha coltivato il sogno di diventare cantautore ed esibirsi per vivere. Assieme al fratello maggiore a 16 anni ha fondato una band e da lì non si è più fermato, tanti concerti tanta passione e il primo singolo registrato a 19 anni (How Sorry I Am, 2017). A 20 anni nel 2018 arriva il primo EP composto da 5 pezzi (Music for the Soul Vol.1) e ora finalmente in questo 2021 appena iniziato siamo a parlarvi del vero e proprio esordio discografico. Living a Nightmare è composto da 7 pezzi e il sottotitolo del lavoro potrebbe essere quello che lui usa per descrivere la sua musica : musica country vecchio stile. E’ così già dal primo pezzo e title-track si capisce la direzione del lavoro, country ispirato dai grandi ma con un suono già maturo e una voce che lascia il segno. Intensa e mai banale così come il perfetto suono texano che esce dagli speaker, la lezione di Waylon è stata imparata e declinata alla grande. La chitarra acustica introduce il secondo pezzo che è una bellissima ballata western, dove la pedal-steel la fa da padrona assieme al violino, altra splendida dedica al suono con cui Tanner è cresciuto, molto outlaw, menomale che anche nelle nuove generazioni quel sentimento antico ha attecchito e l’eredità degli anni d’oro non è andata perduta. Consider Me Dead inizia come un pezzo malinconico sorretto dalla stupenda voce di Sparks, ma piano piano il pezzo prende una piega quasi solare e la chitarra quasi spazza via la pedal-steel e regala uno stupendo riff che sfocia in un assolo che si incastra molto bene. Pezzo interessante e davvero bello. Come da manuale del country (ma anche del blues) il protagonista è sempre l’amore perduto, l’amore che fa soffrire e in Replaceable le parole ci raccontano questo, il violino non fa altro che acuire questo senso di malinconia che attanaglia l’anima, ma è la voce che colpisce ancora : intensa, potente e matura, per un ragazzo così giovane non è così scontata la padronanza. La successiva Playing The Role spezza un po’ questa tensione e ci regala un bel pezzo che sconfina nel rock ma sempre con un sapore western, una melodia riuscita e un sentimento outlaw che fa capolino. Forse uno dei miei pezzi preferiti di questo bellissimo disco e l’assolo finale è davvero bello. Lasciati i lidi country rock, Sparks ritorna, come innestando la retromarcia del tempo, con un pezzo dal sapore ultra-classico, Last Time My Heart Broke è una ballata di country come si usava una volta, dove la voce è ancora la piacevole protagonista assieme al violino e ad un assolo ben incastonato. Il lavoro si chiude con Save Me, una bella ballata polverosa che ci parla di risposte cercate in alcol e sigarette in una notte solitaria, anche qui sorretta da uno splendido lavoro di voce, violino e pedal-steel, insomma i 3 cardini per una bella canzone di old fashioned country. Un bel disco, maturo e convincente, se amate il vero country ma con un’anima antica, un sapore vintage avete trovato un nuovo autore da mettere nella vostra playlist, noi aspettiamo con ansia le prossime tappe di quello che promette di essere un viaggio interessante da parte di questo giovanotto texano.

Buon ascolto,

Trex Willer

(a questo link potete trovare la versione inglese dell’articolo nel blog : https://trexroads.altervista.org/living-a-nightmare-tanner-sparks-english-2020/ )