“Ghosts Like Me” – Nick Casey (2020)

Se devo pensare ad una cosa positiva che mi ha portato questo 2020, è di certo la scoperta del mondo della musica country folk rock indipendente americana. Attraverso gruppi su Facebook, live streaming dai portici o dagli studi, ho conosciuto artisti che negli Stati Uniti, nei locali, a Nashville ma così come in Texas sono dei culti ma che qui in Italia purtroppo conosciamo poco. Musicisti poeti come Mickey Lamantia, uno delle voce e delle penne migliori che mi sia mai capitato di ascoltare e persona veramente fantastica e grazie a lui sono venuto a conoscenza di questo artista con il quale ha scritto delle canzoni e ha partecipato ai suoi live streaming durante il primo lockdown di questa primavera. Nick Casey viene dal Rhode Island e nella sua già interessante carriera, nonostante la giovane età, ha avuto un’attività live importante e a supporto di artisti molto celebri e noti nei circuiti importanti. La sua musica è un misto di country classico e vero con venature rock e blues, polvere e fuoco caldo dei falò. La copertina in qualche modo è un’illustrazione di ciò che troverete in questo splendido esordio discografico e nella sua semplicità è veramente bellissima. Il lavoro è composto da 10 pezzi tutti autografi tranne una cover di Bruce Springsteen, quella Downbound Train comparsa su Born In The USA, a cui il talentuoso Casey ridona la sua anima rock folk che era nelle originali idee del Boss, salvo poi dirottare il sound di quel disco verso il rock da arene molto in voga nella metà degli anni ’80, ma questa è un’altra storia. La band alle spalle di Nick Casey è veramente di tutto rispetto e la produzione indipendente ne valorizza il talento e l’ispirazione senza contaminazioni commerciali, un disco suonato per davvero per chi ama la musica vera, quella delle strade, dei blue collar e dei locali polverosi. Non ci credete? Ascoltate la prima Riding High, stupenda nella sua semplicità, ritmiche graffianti, violino e una voce calda e intensa, quasi cupa ma il contro-canto femminile stempera la tensione e la canzone è impreziosita da un bellissimo lavoro di chitarra. Il lavoro prosegue con un country rock molto texano, In My Country ha il feeling del pezzo precedente e convince, divertente e polverosa. Aver lavorato con un pezzo da 90 come Mickey Lamantia, ha sicuramente arricchito il bagaglio del giovane Casey e possiamo dire che questo lavoro raggiunge per qualità e ispirazione i lavori dell’amico barbuto e conterraneo. La title-track è una ballata molto ispirata che la voce dai toni bassi di Nick, rendono ancora più intensa e la copertina rende perfettamente l’idea del sentimento che aleggia. La chitarra ci accompagna attorno a quel fuoco assieme al violino, un pezzo veramente splendido. Come vi anticipavo la cover di Downbound Train è una vera gemma di country rock venato di folk, si rende giustizia ad un pezzo stupendo e quindi con un coraggio davvero notevole. L’assolo di violino poi si incastra alla perfezione assieme alla chitarra, malinconica al punto giusto, una street song che ci fa capire come Nick Casey sia una vero storyteller e può stare alla grande nel gruppo di artisti indipendenti che sono usciti in questi ultimi anni come Creed Fisher, Casper McWade e ovviamente il suo mentore Mickey Lamantia. La chiusura del lavoro è una ballata quasi solare, Fighting Fires, che però la voce di Casey e i violini rendono molto country, con quel sapore di strade solcate da disperati e gente in cerca di fortuna, la ritmica è perfetta e il pezzo è il perfetto riassunto del disco : una voce che resta nella mente, una band di talento , tanto da raccontare e un country moderno ma ancorato saldamente alle radici. La musica country indipendente continua a regalarci momenti indimenticabili in questo anno così difficile e per questo le nostre anime ringraziano ancora più sentitamente, scopritelo non ve ne pentirete.

Buon ascolto,

Trex Willer

(potrete trovare nel blog la versione inglese a questo link : https://trexroads.altervista.org/ghosts-like-me-nick-casey-2020/ )