Cody Jinks : viaggio texano dall’heavy metal all’outlaw country

Ci sono artisti talmente talentuosi, carismatici, sinceri che per me è quasi un obbligo morale cercare di portarli all’attenzione del pubblico di amici italiani. Artisti indipendenti che fanno del country vero la propria bandiera, senza contaminazioni, senza ingerenze : indipendenti nel vero senso di una parola abusata. In Italia abbiamo una visione distorta per la maggior parte di ciò che è il country, troppo abbagliati dalla Nashville che passano le tv, le radio e anche troppe sale live nostrane. Ecco Cody Jinks è il punto di riferimento del vero country, outlaw senza compromessi, anti-commerciale per definizione e per questo il più amato fra i tanti artisti di qualità che questo movimento musicale ha ormai fra le sue fila (forse proprio anche grazie al suo successo e alla sua guida spirituale). Texano vero, nato il 18 agosto 1980 ad Hantom City in Texas, Cody da piccolo è stato influenzato dall’amore del padre per il country di una leggenda assoluta del genere, Merle Haggard, e proprio dalla musica di questo artista imparò i primi accordi di chitarra, ma il suo percorso musicale non avrebbe potuto prendere una iniziale direzione più diversa e divergente. Era nato in un posto che distava meno di mezz’ora da dove erano nati la maggior parte dei componenti della thrash-metal band Pantera che quando Jinks aveva più o meno 16 anni, erano già famosi negli States (e anche in Europa) e l’influenza fu davvero forte. Aveva deciso, avrebbe fondato una band heavy metal e ce l’avrebbe fatta. Fondò assieme a degli amici la band Unchecked Aggression e diventò attiva nella zona di Fort Worth, circuiti live che li portò a registrare anche un LP nel 2002 chiamato The Massacre Begins. Cody era la voce (e che voce amici!) e chitarra solista ma il richiamo dentro di sé per la musica con la quale era cresciuto e che in Texas è quasi una religione, era troppo forte immaginiamo. Tant’è che la band si sciolse durante una tournée in California e per circa un anno il nostro si prese una pausa dal music business fino a circa il 2005, quando assieme alla sua nuova band i The Tone Deaf Hippies decise di tornare a casa e cominciò un viaggio vero e proprio. Si fecero notare nel circuito live texano con tantissimi live, diventando sempre più famosi mentre da studio cominciò a registrare materiale suo nel 2008. Auto-produsse il suo primo lavoro, Collectors Item (fuori stampa da anni ormai), un bel disco di country classico molto ispirato dal suono di Haggard ma anche di Jennings nel quale si intuisce già la forza che avranno le sue idee e la sua voce. Niente compromessi, niente scorciatoie era iniziata la storia del più grande artista country indipendente americano, non ci sono capolavori ma il suono oscillate fra l’honky tonk texano e il suono ancorato alle radici piace molto e nello stesso anno Jinks regala alle stampe già una seconda fatica, Cast No Stones. Ecco l’evoluzione del songwriting è evidente, è verso l’alto e ci sono già alcuni pezzi che fanno gridare al Texas abbiamo trovato l’erede dei grandi!! Basta ascoltare la title track, che diverrà uno dei classici nei suoi fumiganti live, una ballata di country polverosa e sincera, un gioiello assieme anche a No Words, una poesia moderna ed emozionante. Le storie sono vere, la voce è calda, potente, tocca l’anima ma il suono non è da meno e si sta evolvendo sempre più ed infatti dopo tantissimi concerti, ormai il suo nome è sulla bocca di tutte le radio del Texas, nel 2010 esce la terza fatica, Less Wise (che sarà rimasterizzata e rimixata nel 2017 dandogli nuova linfa vitale). Il disco è già un gioiello grezzo di country indipendente sin dalle prime canzoni e il terzo brano, Hippies & Cowboys è un capolavoro vero. Un inno che lo accompagna tutt’ora, una dichiarazione d’intenti, una cavalcata a schiena dritta fra gli squali del music business che sicuramente se lo avessero preso lo avrebbero diluito in qualche copertina patinata. E invece no! L’hippy con il cappello da cowboy e la chitarra ci regala un western moderno che a tutt’oggi credo sia una delle sue canzoni più belle e la sua carriera era appena iniziata. I dischi si susseguono e il suono si affina, ma le poesie che scrive come testi dei suoi brani restano, nel 2012 esce 30 e l’anno successivo l’EP BlackSheep. Due dischi di country rock molto ispirato dagli outlaw originali ma ormai il suono è il suo, si riconosce ed è questa la sua forza. La gente ormai sa cosa suona e cosa offre ed in Texas è già una leggenda senza aver mai in pratica aggredito le charts o le radio, un passaparola eccezionale come forse oggi con l’invasione social, sarebbe impossibile o forse anche più dirompente chi lo sa.

L’appuntamento con le charts è solo rimandato, infatti nel 2015 registra forse uno dei suoi dischi più belli (per chi vi scrive togliete il forse). Si reca ai Sonic Ranch Studios di Amarillo, Texas e nella Adobe Room, registra Adobe Sessions. E’ un boom vero questo disco che arriva nelle classifiche di genere del sud al n°2! Un successo meritato perchè il disco sin dalla prima canzone, What Else Is New, è un concentrato esplosivo di outlaw country, chitarra tagliente, groove irresistibile e tanta ironia nei testi che non fanno prigionieri. La dedica alla mamma in Mamma Song è divertente e sincera, un altro dei pezzi che diverranno dei classici per i suoi fans che stanno diventando veramente tanti e il music business se ne accorge. Intensa e con una prestazione vocale da incorniciare è la polverosa Loud and Heavy, meraviglioso affresco di canzone da strada. Dal vivo i concerti sono sempre amatissimi e Cody Jinks diventa l’opener per la tournée di un altro enfant prodige del country, Sturgill Simpson.  Passa solo un anno e Cody Jinks, ritorna ai Sonic Ranch e registra il disco che definitivamente lo sdogana nelle classifiche di genere e non solo, I’m Not The Devil. Altro giro, altro gioiello di country venato di rock e polvere pieno di pezzi semplici ma stupendi partendo proprio dalla title track scritta assieme ad uno scrittore sopraffino e suo amico, Ward Davis, pezzo talmente bello ed esplicativo che regalerà il titolo al disco, nonostante fosse deciso di chiamarlo diversamente. Si riprende la bellissima No Words, che già era stata sul secondo disco e Jinks regala anche una cover di Merle Haggard, The Way I am, un manifesto che calza a pennello anche su di lui, come Haggard artista vero senza compromessi. Il successo è folgorante, vengono vendute oltre 10.000 copie del disco solo nella prima settimana e il disco vola in testa alle charts country del paese. La miccia è ormai accesa e brucia veloce e Rolling Stone ne certifica l’esplosione mettendo il lavoro fra i migliori del 2016. Il tour che segue a I’m Not The Devil, è folgorante ed è assieme ad un altro outlaw come Whitey Morgan, una leggenda proveniente dal Michigan. Il music business comincia a cercarlo, ma si sa lui è il Re degli Indipendenti e se lo si vuole non lo si può costringere o limitare e l’accordo con la Rounder Records, apprezzatissima etichetta proprio per i suoi artisti country indipendenti ma non solo, è perfetto per lui.

Arriva la firma e mentre fra il 2017 e il 2018, Cody Jinks comincia a lavorare al suo album successivo, viene rimixato rimasterizzato con l’aggiunta di extra track, rimandato in stampa il suo capolavoro Less Wise (ora con l’aggiunta di Modified), mentre la  Thirty Tigers si occuperà di ristampare il suo vecchio catalogo. Ormai Cody Jinks è celebre anche fuori dagli States, gli appassionati di vero country (come il sottoscritto) vengono a conoscenza di questo artista texano partito dall’heavy metal e arrivato all’outlaw country (io l’ho fatto da ascoltatore, stesso percorso) e si aspetta con ansia il debutto con la Rounder Records. L’attesa non è vana e Lifers è un altro capolavoro che si aggiunge alla lista già scritta fino al 2018. Un disco con all’interno degli assoluti classici come Must Be The Whiskey, la vita dura che cerca risposte nei posti sbagliati, c’è la cover di Willie Nelson, Somewhere Between I Love You And I’m Leavin’, un gioiello a cui Jinks regala una nuova vita, c’è la ballata co-scritta con Ward Davis, Colorado, stupenda intensa e che Davis , vista la sua bellezza ha inserito anche nel suo album (anch’esso stupendo) Black Cats and Crows uscito in questo tremendo 2020. Un disco che piomba come il precedente in testa alle charts, ormai è come il Re Mida della musica indipendente, ogni uscita è un successo ma questo successo a detta di chi lo conosce, dei suoi fan più duri e puri, non lo cambia. Resta un ragazzo umile e disponibile, anche ora che ha raggiunto lo status di leggenda dopo i suoi concerti si fa avvicinare e soprattutto lo si vede in tante collaborazioni con amici-artisti. Il segreto di questi grandi artisti country texani e non, mi raccontava un amico italiano che suona la chitarra per uno di loro, è che si aiutano tutti fra di loro, non hanno invidia e si supportano in ogni modo sia dal vivo che in studio. Una roba impensabile fra le prime donne italiane e non. Il successo non ferma l’ispirazione, anzi! Nel 2019 un’operazione che è quanto di più anti-commerciale può fare un artista : Cody Jinks regala ai suoi fan due dischi (10 pezzi e 12 l’altro) ad una settimana l’uno dall’altro. In pratica un doppio diviso in due, After The Fire e The Wanting, che hanno già nelle stupende copertine due capolavori ma l’interno e la musica non sono da meno. I due dischi sanciscono l’abbandono alla Rounder Records, e l’esordio per la sua neonata casa discografica la Late August Records. La quintessenza dell’indipendentismo musicale! Il disco ha una valanga di musica outlaw country di qualità, da After The Fire alla ballata William and Wanda, intensa ed emozionante, la voce di Jinks è il vero sigillo di qualità, una prestazione magistrale. La title track del secondo disco è un altro gioiello, violino e chitarra, ritmo e malinconia latente, in più c’è la collaborazione con un altro artista eccezionale come Tennessee Jet. (Il cui nuovo e bellissimo disco The Country di quest’anno,  avevo recensito in questo articolo per Ticino Notizie : https://www.ticinonotizie.it/ascoltati-da-noi-per-voi-a-cura-di-claudio-trezzani-tennessee-jet-the-country-2020/ ). Poi c’è The Raven and The Dove, scritta dal suo amico Casper McWade (e da lui inserita nel suo esordio discografico Unraveled, di cui vi ho parlato qui sempre per Ticino Notizie : https://www.ticinonotizie.it/ascoltati-da-noi-per-voi-by-trexroads-casper-mcwade-unraveled-2020/ ), si passa dal country rock sferzante di Same Kind of Crazy as Me, con un assolo geniale in mezzo, alla polverosa ballata texana Whiskey. Testi ironici, sinceri e veri e la sua voce che quando la ascolti corrobora l’anima meglio di una tisana alle erbe. Un’operazione che invece di essere il suicidio commerciale che suggerirebbe la logica, è l’ennesima dimostrazione che il talento, la sincerità e la determinazione sono cose che i veri fan della musica di qualità, premiano sempre. Le classifiche stanno lì a dimostrare che a quasi nessuno è mai riuscito di portare contemporaneamente due album in testa, soprattutto usciti a una settimana di distanza. Chapeau! I live si susseguono a ritmo elevato lasciando dietro di sé fan adoranti e soddisfatti fino a questo tremendo anno di stop forzato che non hanno scoraggiato Cody Jinks.

Prima ha suonato live in streaming una versione acustica di Adobe Session (di cui sono stato fortunato spettatore e ora sono possessore del tutto in CD) e da poco ha dato alle stampe il suo Red Rocks Live, doppio strepitoso e magnifico album dal vivo registrato nella cornice stupenda dell’arena di Red Rocks costruita alla base di una montagna rocciosa nelle vicinanze di Denver in Colorado. Uno sfondo incredibile per 23 canzoni che lasciano a bocca aperta per intensità e trasporto emotivo e il pubblico presente se ne accorge e diviene parte dell’operazione. Un concerto memorabile che viene regalato soprattutto a chi non ha (ancora) avuto la fortuna di assistere ai suoi leggendari live oppure a chi sarebbe potuto andarci ma è stato impedito da questa orrenda situazione. Un gioiello che di certo va inserito nella lista dei più bei dischi di questo 2020. Speriamo che questa pausa forzata non abbia intaccato l’ispirazione di questo barbuto texano, assurto ormai al rango di leggenda vivente, da cui ci aspettiamo a breve l’ennesimo capolavoro da aggiungere ad una collezione già consistente di dischi magnifici. Se non lo conoscete consiglio di iniziare da Adobe Sessions o perché no dall’ultimo arrivato, da Red Rocks Live che racchiude dentro di sé tutti i suoi cavalli di battaglia suonati con un’intensità che vi farà innamorare. Amanti del country vero e della musica di qualità non aspettate e iscrivetevi anche voi al gruppo di quelli che come il sottoscritto, amano il più grande degli artisti indipendenti. Lunga vita a Cody Jinks!

p.s. ecco le mie 5 canzoni preferite consigliate per iniziare a scoprirlo (durissima scelta) :

  1. Hippies and Cowboys 
  2. I’m Not The Devil
  3. Loud and Heavy
  4. Must Be The Whiskey
  5. Cast No Stones

Buon ascolto,

Trex Willer

(potete trovare la versione inglese dell’articolo nel blog a questo link : https://trexroads.altervista.org/cody-jinks-texan-journey-from-heavy-metal-to-outlaw-country )