“Closer to Home” – Lyman Ellerman (2020)

Lyman Ellerman è la prova vivente che in tempi bui e di crisi (come lo è purtroppo questo 2020), i veri poeti, gli artisti migliori ne traggono a volte degli spunti per creare opere d’arte sincere e necessarie. Ecco questo Closer To Home era necessario per lui e per i suoi ascoltatori perchè parla di come le cose semplici della vita sono le più importanti e c’è sempre la speranza di uscire da periodi bui ed  è un piccolo capolavoro perchè l’abilità lirica e compositiva di Ellerman ha raggiunto vette importanti. Non che nei dischi precedenti la sua abilità musicale fosse minore, ma in questo nuovo lavoro mi sento di dire che non sbaglia un colpo. Ellerman è nel mondo musicale da quando aveva 15 anni e il suo trasferimento a Nashville è stato decisivo per lui, nel mondo country indipendente ormai è un’istituzione, ha collaborato con leggende come David Allan Coe, Dallas Moore, TJ Hernandez, Ward Davis e Billy Don Burns, quindi ha un bagaglio non solo di esperienze di vita ma anche di grande e apprezzato songwriter. Il disco suona come fosse registrato nel portico di casa davanti ad un fuoco caldo come i sentimenti che esprime, suono asciutto, niente sovraincisioni, niente elettronica solo l’abilità dei musicisti e del produttore Larry Brake della Elephant Rock Music. Tutto qui, solo la voce, la chitarra e tanto tanto sentimento country, quello che più mi piace lontano anni luce dai lustrini e dai premi televisivi che poco hanno a che fare con la musica del popolo. Per capire quello che vi sto dicendo basterebbe premere play e ascoltare Pour It Till It’s Gone, vera, un poco polverosa, con la slide che la fa dondolare fra la malinconia e il sorriso, la voce di Ellerman è calda e intensa da consumato narratore. Ci sono i violini, il banjo e tanta voglia di sorrisi in My Kind Of Place, vita vera e niente di costruito, la musica pare fluire naturale e attorno a quel fuoco sul portico ci si sente davvero bene. La band è davvero di qualità, Jeff Williams alla chitarra acustica, banjo e percussioni, Jamey Garner all’armonica, Dave Rae al contrabbasso, Steve Hinson alla dobro e alla slide ma soprattutto la grandissima violinista Deanie Richardson, appena premiata come la migliore performer del suo strumento, Una vera superstar del suono country di Nashville. Per cantare l’importanza dell’amicizia soprattutto nei momenti duri in Old Friend In The Corner, Lyman chiama come seconda voce il suo vero amico Josh Morningstar, altro artista indipendente apprezzatissimo a Nashville, performer  di culto e voce toccante, una canzone splendida con un significato profondo che in questo momento di distanziamento sociale ci fa ancora di più apprezzare l’importanza dell’amicizia e della vicinanza. Il capolavoro del disco secondo chi vi scrive è assolutamente Word of Song, un brano che Ellerman ha scritto pensando alla sua carriera ma soprattutto a quella dell’amico cantautore indipendente di culto pure lui Billy Don Burns. Il buon Billy Don ascoltato il brano è rimasto talmente colpito e commosso che ha con piacere aggiunto la sua voce al brano che ha considerato la sua storia e proprio la profonda e roca voce dell’artista dona al brano un tocco in più che la rende pressoché perfetta e le liriche sono un dipinto vivido della vita del cantautore di strada “E i giorni si muovono lentamente / Alcuni a malapena strisciano / Quando la tua destinazione è un sipario freddo / Prima che ti rendi conto di dove sei / Te ne sei già andato / Sì, sei tutto solo nel tuo mondo di canzoni” Un disco che va apprezzato e ascoltato con attenzione e il cuore aperto, un disco vero e commovente, intenso e piacevole come una riunione di famiglia attorno ad un camino fra abbracci e sorrisi e in un momento difficile come questo è tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Buon ascolto,

Trex Willer

(potete trovare la versione inglese dell’articolo a questo link del blog : https://trexroads.altervista.org/closer-to-home-lyman-ellerman-2020/ )